{"id":550,"date":"2021-11-02T19:56:15","date_gmt":"2021-11-02T19:56:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paolodossena.com\/?p=550"},"modified":"2026-06-10T10:12:42","modified_gmt":"2026-06-10T08:12:42","slug":"keyword-stuffing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/keyword-stuffing\/","title":{"rendered":"Non lasciare che il keyword stuffing comprometta la SEO del tuo sito"},"content":{"rendered":"<p>Quando si ottimizza il contenuto del proprio sito web per i motori di ricerca, si pu\u00f2 cadere nella tentazione (retaggio di vecchie pratiche SEO ormai obsolete) di provare tattiche che, in teoria, dovrebbero migliorare la rilevanza semantica del contenuto e, di conseguenza, facilitarne il posizionamento nei risultati di Google e di altri motori di ricerca.<\/p>\n<p>Queste presunte tattiche o &quot;consigli SEO&quot; si trovano solitamente su blog e\/o forum di SEO black hat, che promettono di rivelare trucchi per migliorare rapidamente il posizionamento organico sui motori di ricerca. Una di queste pratiche \u00e8 nota come &quot;keyword stuffing&quot;, ovvero l&#039;uso eccessivo di parole chiave (irrilevanti).<\/p>\n<p>Sebbene sia vero che alcune pratiche SEO black hat possano portare a benefici a breve termine (anche ingenti, a seconda dell&#039;abilit\u00e0 del webmaster nel nascondere le proprie tracce e ostacolare il rilevamento dei modelli da parte di Google), il keyword stuffing si \u00e8 dimostrato una tattica SEO obsoleta che pu\u00f2 danneggiare la visibilit\u00e0 e il posizionamento organico di un sito web.<\/p>\n<h2>Cos&#039;\u00e8 il keyword stuffing?<\/h2>\n<p>Secondo la definizione che possiamo trovare nel <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/advanced\/guidelines\/irrelevant-keywords\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Centro di ricerca di Google<\/a>, il keyword stuffing \u00e8 \u00ab<em>La pratica di riempire una pagina web con parole chiave o numeri con l&#039;intento di manipolare il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google.<\/em>\u00ab.<\/p>\n<p>In sostanza, ci\u00f2 significa che lo stesso termine target (parola chiave) viene ripetuto frequentemente in una pagina web, con l&#039;obiettivo di aumentarne la rilevanza rispetto alla totalit\u00e0 delle parole presenti nella pagina (quella che di solito viene definita &quot;densit\u00e0 di parole chiave&quot;) e ottenere un miglior posizionamento SEO per quel termine nei motori di ricerca.<\/p>\n<p>Sebbene questa pratica non sia pi\u00f9 diffusa come qualche anno fa, non \u00e8 raro trovare siti web che la utilizzano ancora per cercare di aumentare la propria visibilit\u00e0 nei risultati di ricerca.<\/p>\n<p>Il metodo tradizionale di keyword stuffing prevede la ripetizione superflua di parole o frasi (spesso fuori contesto o irrilevanti rispetto al resto del contenuto della pagina).<\/p>\n<p>Invece di utilizzare varianti e sinonimi della parola chiave per la quale stiamo scrivendo il contenuto, in conformit\u00e0 con l&#039;uso dell&#039;elaborazione del linguaggio naturale e del markup semantico come \u00e8 consigliabile, coloro che utilizzano la pratica del keyword stuffing per scrivere i loro contenuti ripetono lo stesso termine di ricerca molte volte (soprattutto nei primi paragrafi), al fine di ottenere un&#039;alta densit\u00e0 per quella parola chiave.<\/p>\n<h2>Che cos&#039;\u00e8 la densit\u00e0 delle parole chiave?<\/h2>\n<p>La densit\u00e0 delle parole chiave nella SEO \u00e8 la percentuale di volte in cui viene utilizzato il termine di ricerca per cui si desidera posizionarsi, rispetto al numero totale di parole presenti nel contenuto.<\/p>\n<p>Densit\u00e0 delle parole chiave = (numero di ripetizioni della parola nel testo) \/ (numero totale di parole nel testo)<\/p>\n<p>Ad esempio, immaginiamo di dover ottimizzare un contenuto di 500 parole utilizzando la tecnica del keyword stuffing per migliorare la rilevanza del termine di ricerca &quot;miglior sito web SEO&quot; e ripetiamo che <em>parola chiave<\/em> 40 volte nel corso del testo.<\/p>\n<p>In questo caso, la densit\u00e0 delle parole chiave \u00e8 8% (40\/500). Sebbene non esista un numero esatto o ideale per la densit\u00e0 appropriata delle parole chiave, \u00e8 generalmente considerata una buona pratica attenersi a una densit\u00e0 di circa 2% e utilizzare sinonimi o varianti del termine principale quando \u00e8 necessario ripeterlo.<\/p>\n<p>Oltre alla pratica appena descritta, esistono anche altri tipi di keyword stuffing, molto tipici delle tattiche black hat utilizzate (molti) anni fa e che ora sono garanzia di penalizzazione da parte di Google e altri motori di ricerca, che da tempo conoscono e sanno come rilevare queste ulteriori forme di tentativo di manipolazione.<\/p>\n<p>Una di queste tattiche consiste nel nascondere le parole chiave ai lettori, rendendole visibili solo nel codice HTML della pagina (in modo che solo i crawler dei motori di ricerca possano leggerle), ad esempio scrivendo il testo con lo stesso colore dello sfondo.<\/p>\n<p>Un&#039;altra forma di keyword stuffing \u00e8 la ripetizione del testo nel codice della pagina, in particolare nei meta tag (prima di utilizzare il <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/blog\/2009\/09\/google-does-not-use-keywords-meta-tag\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">parola chiave meta<\/a>, (che Google ha ignorato per oltre un decennio) e negli attributi alt delle immagini.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 l&#039;eccesso di parole chiave \u00e8 dannoso per un sito web?<\/h2>\n<p>Uno dei motivi pi\u00f9 ovvi per cui questa pratica \u00e8 scomoda e perch\u00e9 i motori di ricerca la detestano cos\u00ec tanto \u00e8 che crea un&#039;esperienza davvero terribile per gli utenti (e sappiamo che <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/advanced\/experience\/page-experience?hl=es-419\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Google attribuisce grande importanza all&#039;UX\/UI<\/a> (una pagina alla volta).<\/p>\n<p>Lo scopo principale dei contenuti di un sito web dovrebbe essere informativo, aggiungere valore e aiutare l&#039;utente nel processo decisionale (incluso il processo di acquisto).<\/p>\n<p>Se riempiamo il contenuto con le stesse parole chiave ripetute all&#039;infinito, non raggiungiamo il nostro obiettivo. Questo accade spesso quando un copywriter (o chiunque scriva il contenuto) smette di scrivere per i lettori e inizia a scrivere per i motori di ricerca.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non solo crea una pessima esperienza utente, ma probabilmente porter\u00e0 anche a un aumento della frequenza di rimbalzo della pagina, con conseguente calo generale degli indicatori di qualit\u00e0 delle visite.<\/p>\n<p>Inoltre, poich\u00e9 il keyword stuffing \u00e8 una pratica ampiamente condannata dai motori di ricerca, scrivere contenuti in questo modo potrebbe comportare una penalizzazione, con gravi conseguenze per il dominio (o, nella migliore delle ipotesi, per l&#039;URL il cui contenuto \u00e8 stato scritto seguendo questa pratica dannosa), che potrebbe addirittura scomparire completamente dai risultati di ricerca (SERP).<\/p>\n<p>Forse a questo punto ti starai chiedendo: &quot;Quindi, come si usano correttamente le parole chiave nei contenuti?&quot;<\/p>\n<h2>Come ottimizzare i contenuti SEO?<\/h2>\n<p>Se ci\u00f2 che vogliamo \u00e8 ottimizzare il contenuto di una pagina per posizionarci per una parola chiave specifica, la prima cosa che dobbiamo fare \u00e8 comprendere il concetto di &quot;SEO semantica&quot; e smettere di concentrarci esclusivamente su una parola chiave, ma piuttosto scrivere il nostro contenuto con l&#039;obiettivo di renderlo &quot;\u00ab<em>utile, ricco di informazioni e che utilizza le parole chiave in modo appropriato e nel contesto<\/em>\u00ab&quot;Proprio come suggerisce Google.&quot;.<\/p>\n<p>Per fare ci\u00f2, dovremo rinunciare a ripetere all&#039;infinito la parola chiave che ci interessa e utilizzare invece sinonimi, varianti e termini correlati che rientrano nello stesso ambito semantico della parola chiave principale, con il duplice obiettivo di:<\/p>\n<ul>\n<li>Scrivi il contenuto in modo naturale, informativo e di facile lettura.<\/li>\n<li>per includere una gamma pi\u00f9 ampia di parole chiave, sfruttando le correlazioni semantiche tra i termini<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sebbene non esistano regole fisse da seguire, i suggerimenti che menziono di seguito rappresentano un buon punto di partenza per scrivere contenuti pi\u00f9 ottimizzati per i motori di ricerca.<\/p>\n<h3>Nel testo \u00e8 necessario utilizzare parole chiave secondarie, sinonimi, varianti e parole chiave a coda lunga.<\/h3>\n<p>Quando si scrivono i contenuti di una pagina, non bisogna concentrarsi esclusivamente su una singola parola chiave, magari basandosi sul suo volume di ricerca, ma utilizzare sinonimi e varianti, incluse le parole chiave a coda lunga con un volume di ricerca mensile inferiore (a condizione che siano pertinenti, ovviamente).<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre importante considerare l&#039;utilizzo di termini semanticamente correlati, anche se non hanno una stretta correlazione con la parola chiave principale, poich\u00e9 \u00e8 frequente che vengano menzionati. Se osservate attentamente, noterete che Google lo fa gi\u00e0 nella sezione &quot;Ricerche correlate&quot;, suggerendo termini correlati alla query effettuata.<\/p>\n<p>Ad esempio, cercando &quot;keyword stuffing&quot; su Google, i risultati di ricerca correlati visualizzati sono:<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-551\" src=\"http:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/busquedas-relacionadas-con-keyword-stuffing.png\" alt=\"Ricerche correlate su Google per &quot;keyword stuffing&quot;&quot;\" width=\"811\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/busquedas-relacionadas-con-keyword-stuffing.png 811w, https:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/busquedas-relacionadas-con-keyword-stuffing-300x124.png 300w, https:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/busquedas-relacionadas-con-keyword-stuffing-768x317.png 768w\" sizes=\"(max-width: 811px) 100vw, 811px\" \/><\/p>\n<p>Come possiamo vedere, Google indica termini correlati a &quot;cloaking&quot; (un&#039;altra tecnica black hat, che ha molteplici utilizzi in SEO e SEM), &quot;black hat seo&quot; (stabilendo una chiara correlazione tra la tattica del keyword stuffing e questo aspetto dell&#039;ottimizzazione per i motori di ricerca) e altre query degli utenti che potrebbero essere correlate all&#039;argomento principale.<\/p>\n<h3>Sfrutta tutti gli elementi principali della pagina<\/h3>\n<p>Google e altri motori di ricerca considerano alcuni elementi della pagina come privilegiati e li utilizzano per interpretare il contenuto e categorizzarlo (o meglio, indicizzarlo) nel modo migliore, in modo da restituirlo nei risultati di ricerca (SERP) quando viene effettuata una query per la quale il nostro contenuto soddisfa l&#039;intento di ricerca dell&#039;utente.<\/p>\n<p>Si consiglia pertanto vivamente di utilizzare le parole chiave (incluse, ancora una volta, varianti e sinonimi) nei seguenti punti:<\/p>\n<ul>\n<li>URL della pagina<\/li>\n<li>Titolo della pagina<\/li>\n<li>Intestazioni<\/li>\n<li>Tag alternativo dell&#039;immagine (purch\u00e9 descrittivo)<\/li>\n<li>Primo paragrafo del testo<\/li>\n<li>Alla fine del contenuto<\/li>\n<\/ul>\n<p>La meta descrizione merita una discussione a parte, poich\u00e9, sebbene non abbia pi\u00f9 un impatto diretto sulla SEO, \u00e8 importante per l&#039;ottimizzazione del CTR (<em>tasso di clic<\/em>).<\/p>\n<p>L&#039;ottimizzazione della meta descrizione influisce indirettamente sul posizionamento perch\u00e9 aumenta il tasso di clic (CTR) per lo snippet, un segnale che Google interpreta come importante per decidere se il risultato \u00e8 pertinente alla query di ricerca (tenendo conto della posizione e del &quot;rumore&quot; nella SERP).<\/p>\n<h3>Scrivi contenuti lunghi<\/h3>\n<p>I motori di ricerca mirano a fornire agli utenti le informazioni pi\u00f9 pertinenti e utili disponibili e, per molti termini di ricerca, \u00e8 pi\u00f9 probabile che i tuoi contenuti si posizionino bene se sono completi e approfonditi.<\/p>\n<p>Ancora una volta, non esiste una regola generale che si applichi a tutti i contenuti, poich\u00e9 scrivere un post per un blog, un contenuto orientato alle vendite per una landing page o una descrizione di un prodotto con una chiara call to action non sono la stessa cosa.<em>invito all&#039;azione<\/em>, (o invito all&#039;azione) per convertire la visita.<\/p>\n<p>In generale, per scrivere contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, l&#039;ideale sarebbe includere i seguenti elementi:<\/p>\n<ul>\n<li>essere lungo (a seconda del tipo di contenuto, di solito \u00e8 compreso tra 500 e 1.500 parole)<\/li>\n<li>sono strutturati in sezioni sotto intestazioni gerarchiche<\/li>\n<li>Utilizzare varianti della parola chiave principale nel testo<\/li>\n<li>Collegamento ad altre pagine interne del sito tramite link interni<\/li>\n<li>soddisfare le domande degli utenti e contribuire a fidelizzare la visita (il tempo trascorso sulla pagina, la frequenza di rimbalzo e il numero di visualizzazioni di pagina per sessione sono importanti metriche di qualit\u00e0 che influenzano direttamente il posizionamento organico e dipendono dalla qualit\u00e0 del contenuto e dalla sua capacit\u00e0 di rispondere alla ricerca dell&#039;utente).<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Non sai se i tuoi contenuti sono ottimizzati per i motori di ricerca? Contatta un professionista!<\/h2>\n<p>Se hai ancora dubbi, o se pensi di aver bisogno di un&#039;analisi dei contenuti del tuo sito web effettuata da un consulente <a href=\"http:\/\/www.paolodossena.com\/it\/servicios\/seo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Esperto SEO<\/a>, Non esitare a contattarmi inviandomi un&#039;e-mail o compilando il modulo.<\/p>\n<p>Sarei lieto di aiutarvi e di mettere a vostra disposizione la mia esperienza di oltre dieci anni nel marketing digitale, maturata lavorando per marchi internazionali e su progetti di ogni genere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si ottimizza il contenuto di un sito web per i motori di ricerca, \u00e8 facile cadere nella trappola (eredit\u00e0 di pratiche SEO obsolete) di provare tattiche che presumibilmente migliorano la rilevanza semantica del contenuto, facilitandone cos\u00ec il posizionamento su Google e altri motori di ricerca. Queste presunte tattiche o &quot;suggerimenti SEO&quot; si trovano solitamente su blog e\/o forum di SEO black hat, promettendo di rivelare trucchi per migliorare rapidamente il posizionamento organico. Una di queste pratiche \u00e8 il &quot;keyword stuffing&quot;, ovvero l&#039;uso eccessivo di parole chiave irrilevanti. Sebbene sia vero che alcune pratiche SEO black hat possano portare alcuni (anche significativi) benefici a breve termine (o a lungo termine, a seconda di quanto abilmente il webmaster nasconda le proprie tracce e ostacoli il rilevamento dei modelli da parte di Google), il keyword stuffing si \u00e8 dimostrato una tattica SEO obsoleta che pu\u00f2 effettivamente danneggiare la visibilit\u00e0 e il posizionamento organico di un sito web. Cos&#039;\u00e8 il keyword stuffing? Secondo la definizione del Google Search Center, il keyword stuffing \u00e8 &quot;la pratica di riempire una pagina web con parole chiave o numeri con l&#039;intenzione di manipolare il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca di Google&quot;. In sostanza, si tratta di ripetere frequentemente lo stesso termine target (parola chiave) su una pagina web per aumentarne la rilevanza all&#039;interno della densit\u00e0 complessiva delle parole chiave (spesso chiamata &quot;densit\u00e0 di parole chiave&quot;) e ottenere un miglior posizionamento SEO per quel termine nei motori di ricerca. Sebbene questa pratica non sia pi\u00f9 cos\u00ec diffusa come qualche anno fa, non \u00e8 raro trovare siti web che la utilizzano ancora per cercare di aumentare la propria visibilit\u00e0 nei risultati di ricerca. La forma tradizionale di keyword stuffing prevede la ripetizione non necessaria di parole o frasi (spesso fuori contesto o irrilevanti per il resto del contenuto della pagina). Invece di utilizzare varianti e sinonimi della parola chiave per cui il contenuto \u00e8 stato scritto, in conformit\u00e0 con l&#039;elaborazione del linguaggio naturale e il markup semantico, come \u00e8 consigliabile, chi utilizza il keyword stuffing ripete lo stesso termine di ricerca molte volte (soprattutto nei primi paragrafi) al fine di ottenere un&#039;elevata densit\u00e0 di parole chiave. Cos&#039;\u00e8 la densit\u00e0 di parole chiave? La densit\u00e0 di parole chiave in SEO \u00e8 la percentuale di volte in cui viene utilizzato il termine di ricerca target, rispetto al numero totale di parole nel contenuto. Densit\u00e0 delle parole chiave = (numero di ripetizioni della parola nel testo) \/ (numero totale di parole nel testo). Ad esempio, immaginiamo di voler ottimizzare 500 parole di contenuto utilizzando il keyword stuffing per migliorare la pertinenza del termine di ricerca &quot;miglior sito web SEO&quot; e di ripetere questa frase chiave 40 volte nel testo. In questo caso, la densit\u00e0 delle parole chiave \u00e8 8% (40 \/ 500). Sebbene non esista una densit\u00e0 di parole chiave ideale, \u00e8 generalmente considerata una buona pratica puntare a una densit\u00e0 di circa 21, TP, 3 e utilizzare sinonimi o varianti del termine principale quando la ripetizione \u00e8 necessaria. Oltre alla pratica appena descritta, esistono altri tipi di keyword stuffing, tipici delle tattiche black hat utilizzate molti anni fa, che ora garantiscono penalizzazioni da parte di Google e altri motori di ricerca, che da tempo sono a conoscenza di questi ulteriori tentativi di manipolazione e sono in grado di rilevarli. Una di queste tattiche consiste nel nascondere le parole chiave ai lettori, rendendole visibili solo nell&#039;HTML della pagina (e quindi leggibili solo dai crawler dei motori di ricerca), ad esempio scrivendo il testo con lo stesso colore dello sfondo. Un&#039;altra forma di keyword stuffing \u00e8 la ripetizione del testo nel codice della pagina, in particolare nei meta tag (in passato si utilizzava il meta tag keyword, che Google ha ignorato per oltre un decennio) e negli attributi alt delle immagini. Perch\u00e9 il keyword stuffing \u00e8 dannoso per un sito web? Uno dei motivi pi\u00f9 ovvi per cui questa pratica \u00e8 sconsigliata e non gradita dai motori di ricerca \u00e8 che crea un&#039;esperienza utente davvero pessima (e sappiamo che Google attribuisce sempre pi\u00f9 importanza all&#039;UX\/UI di una pagina). Lo scopo del contenuto di un sito web dovrebbe essere principalmente informativo, aggiungere valore e aiutare l&#039;utente nel processo decisionale (incluso il processo di acquisto). Se riempiamo il contenuto con le stesse parole chiave ripetute pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, non stiamo raggiungendo questo scopo. Questo accade spesso quando un copywriter (o chiunque scriva il contenuto) smette di scrivere per i suoi lettori e inizia a scrivere per i motori di ricerca. Questo non solo genera una pessima esperienza utente, ma probabilmente porter\u00e0 anche a un aumento della frequenza di rimbalzo, con conseguente calo generale della qualit\u00e0 delle visite. Inoltre, poich\u00e9 il keyword stuffing \u00e8 una pratica ampiamente condannata dai motori di ricerca, scrivere contenuti in questo modo potrebbe comportare una penalizzazione, con conseguenze disastrose per il dominio (o, nella migliore delle ipotesi, per l&#039;URL il cui contenuto \u00e8 stato scritto utilizzando questa pratica dannosa), che potrebbe addirittura scomparire completamente dai risultati di ricerca (SERP). Forse a questo punto vi starete chiedendo: &quot;Quindi, come si usa correttamente?&quot;.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":3868,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[119],"tags":[121,120],"class_list":["post-550","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-seo","tag-keywords","tag-on-page"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=550"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":554,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions\/554"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}