{"id":1522,"date":"2024-03-19T17:44:26","date_gmt":"2024-03-19T17:44:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.paolodossena.com\/?p=1522"},"modified":"2024-09-24T14:24:13","modified_gmt":"2024-09-24T14:24:13","slug":"mito-200-fattori-ranking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/el-mito-de-los-200-factores-de-posicionamiento-de-google\/","title":{"rendered":"Il mito dei 200 fattori di ranking di Google"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 vero che l&#039;algoritmo del colosso di Mountain View si basa su 200 fattori per determinare il posizionamento di un sito web?<\/p>\n<p>Il mito secondo cui l&#039;algoritmo di Google si basa su oltre 200 fattori di ranking ha iniziato a prendere forma nel 2006, quando Alan Eustace, allora vicepresidente senior dell&#039;azienda, ha affermato in un comunicato stampa che l&#039;algoritmo di Google utilizza pi\u00f9 di 200 fattori di ranking per determinare la posizione in classifica dei siti web.<\/p>\n<p>Per curiosit\u00e0, sappiate che Alan Eustace, oltre a diffondere questa voce nel settore SEO, \u00e8 famoso per aver battuto il record di salto dalla stratosfera nel 2014, effettuando un salto in caduta libera da un&#039;altitudine di 41,42 km il 24 ottobre di quell&#039;anno, superando cos\u00ec il record mondiale che fino ad allora era detenuto dal celebre Felix Baumgartner.<\/p>\n<p>Tornando ai nostri fattori di classificazione, mentre quella dichiarazione di Eustace ha trasmesso al grande pubblico la complessit\u00e0 dell&#039;algoritmo, ha anche contribuito a consolidare nell&#039;idea collettiva di molti <strong><a href=\"http:\/\/www.paolodossena.com\/it\/servicios\/seo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Esperti SEO<\/a><\/strong> Il concetto alla base del lavoro di Google \u00e8 &quot;200 o pi\u00f9 fattori di ranking&quot;.<\/p>\n<p>Sebbene questa affermazione non sia del tutto errata, tale approssimazione \u00e8 ben lontana dal numero effettivo di elementi che l&#039;algoritmo di Google prende attualmente in considerazione.<\/p>\n<p>Quattro anni dopo, nel 2010, Matt Cutts (allora responsabile del dipartimento antispam di Google e figura di spicco del settore) ha sfatato il mito dei fattori di ranking, chiarendo che il motore di ricerca \u00e8 molto pi\u00f9 complesso di cos\u00ec.<\/p>\n<p>Cutts ha spiegato che ognuno dei 200 fattori presenta 50 varianti, per un totale di 10.000 segnali che l&#039;algoritmo di Google analizza per classificare i siti web.<\/p>\n<p>Qualche anno dopo, nel 2016, Google ha annunciato ufficialmente che i tre fattori di ranking pi\u00f9 importanti sono i contenuti, i link e RankBrain, e sebbene altri fattori possano influenzare il posizionamento, questi tre sono considerati tra i pi\u00f9 cruciali.<\/p>\n<p>Ormai tutti conoscono il motto &quot;il contenuto \u00e8 re&quot;. Sebbene si possa sostenere che, essendo Google un motore di ricerca semantico, il contenuto sia chiaramente l&#039;elemento primario che l&#039;algoritmo utilizza per valutare la qualit\u00e0 di una pagina, affermare che &quot;il contenuto \u00e8 re&quot; sia forse un&#039;esagerazione.<\/p>\n<p>Semplicemente perch\u00e9 non esiste un unico fattore determinante nel posizionamento.<\/p>\n<p>Uno dei mantra degli &quot;esperti&quot; del settore \u00e8 l&#039;importanza di aggiungere costantemente contenuti al proprio sito web. Molti esperti SEO suggeriscono, come regola generale, di aggiungere nuovi contenuti a un sito web almeno una volta alla settimana.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che non esiste alcuno studio a supporto di questa affermazione o di come possa contribuire alla SEO. Inoltre, a pensarci bene, non ha alcun senso, dato che non tutti i siti web sono uguali e quindi non possono tutti avere una strategia di contenuti basata su una frequenza di pubblicazione comune.<\/p>\n<p>Inoltre, siamo tutti d&#039;accordo sul fatto che la qualit\u00e0 \u00e8 meglio della qualit\u00e0 (potrebbe essere l&#039;equivalente SEO del detto &quot;chi pi\u00f9 spende meno spende&quot;).<\/p>\n<p>L&#039;unica strategia collaudata \u00e8 che, se nell&#039;ambito di una strategia di contenuti basata sulla creazione di articoli o landing page di qualit\u00e0 (ovvero utili all&#039;utente e in grado di rispondere al query di ricerca), vengono curati tutti gli aspetti relativi al contenuto (struttura, indicizzabilit\u00e0, collegamento con altri contenuti tramite link interni, ecc.), allora s\u00ec, il contenuto pu\u00f2 essere un elemento chiave per ottenere traffico organico.<\/p>\n<p>Non si tratta semplicemente di produrre articoli sempre pi\u00f9 lunghi (un altro mito... che gli articoli debbano avere un numero minimo di parole) per ottenere traffico, ma di scrivere contenuti ottimizzati per i motori di ricerca (ovvero, che possano scansionarli e indicizzarli correttamente... un concetto che meriterebbe un altro articolo per essere spiegato in dettaglio) e per gli utenti (in parole semplici, che rispondano alla loro ricerca).<\/p>\n<p>Da quell&#039;elenco ufficiale del 2016 (contenuti, link e RankBrain) ci rimangono i link e RankBrain... e gli otto anni trascorsi da allora fino ad oggi!<\/p>\n<p>In sintesi, il profilo dei link di un sito web \u00e8 un fattore esterno che fornisce a Google molte informazioni sull&#039;autorevolezza di un dominio.<\/p>\n<p>L&#039;obiettivo dovrebbe essere quello di costruire un profilo di link &quot;solido&quot; e coerente, in relazione a una serie di parametri che meriterebbero un articolo a parte.<\/p>\n<p>La link building (o acquisizione di link... o come la si voglia chiamare) \u00e8 una pratica tanto diffusa quanto mal eseguita nella stragrande maggioranza dei casi (posso confermarlo per via dell&#039;incredibile numero di profili di link spam che ho incontrato negli anni in cui mi sono dedicato alla SEO).<\/p>\n<p>La maggior parte degli &quot;esperti SEO&quot; non sa come creare link in modo corretto, quindi bisogna essere molto cauti quando propongono una campagna di link building (soprattutto se questo servizio viene offerto senza essere supportato da altre azioni, come la creazione di contenuti).<\/p>\n<p>Sebbene si preveda (o meglio, si presuma, dato che Google non ha n\u00e9 confermato n\u00e9 smentito queste voci) che il peso dei link esterni nell&#039;algoritmo di Google diminuir\u00e0 nei prossimi anni, \u00e8 vero che oggi rimangono un elemento estremamente importante (soprattutto in contesti altamente competitivi).<\/p>\n<p>Infine, per concludere la nostra discussione su questi &quot;magnifici tre&quot;, c&#039;\u00e8 RankBrain. Ma...<a href=\"https:\/\/blog.google\/products\/search\/how-ai-powers-great-search-results\/?hl=es\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Cos&#039;\u00e8 RankBrain?<\/a>?<\/p>\n<p>Google RankBrain \u00e8 un algoritmo di apprendimento automatico (IA), il cui utilizzo \u00e8 stato confermato da Google nel 2015, che aiuta a comprendere le query di ricerca e a fornire risultati pertinenti.<\/p>\n<p>RankBrain analizza il modo in cui gli utenti interagiscono con i risultati di ricerca e impara da queste interazioni per migliorare le ricerche future. Ci\u00f2 rappresenta una svolta storica, passando dalla codifica esclusivamente manuale dell&#039;algoritmo di Google all&#039;applicazione automatica di modifiche specifiche basate su innumerevoli fattori che RankBrain considera a seconda della query di ricerca.<\/p>\n<p>RankBrain funziona aumentando o diminuendo l&#039;importanza dei (centinaia? migliaia?) fattori che compongono il suo algoritmo (link, autorit\u00e0 del dominio, analisi dei contenuti, ecc.) e, in base a ci\u00f2, osserva come gli utenti di Google interagiscono con i nuovi risultati di ricerca.<\/p>\n<p>In base ai risultati, RankBrain mantiene le modifiche applicate oppure ripristina l&#039;algoritmo precedente. In breve, aiuta Google a capire a cosa sono realmente interessati gli utenti dopo aver effettuato una ricerca specifica, generando la migliore SERP possibile.<\/p>\n<p>Per questo motivo, se cerchi \u201c<em>personaggio dei fumetti che portava sempre con s\u00e9 una coperta<\/em>\u201d&quot;Ora Google \u00e8 in grado di capire che stiamo cercando Linus, anche se non menzioniamo il suo nome.&quot;.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1523\" src=\"http:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Linus.png\" alt=\"Linus van Pelt\" width=\"770\" height=\"754\" srcset=\"https:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Linus.png 770w, https:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Linus-300x294.png 300w, https:\/\/www.paolodossena.com\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Linus-768x752.png 768w\" sizes=\"(max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/p>\n<p>Dal momento della sua implementazione nel 2015, quando RankBrain \u00e8 stato utilizzato per meno di 15% delle query eseguite, questo algoritmo basato sull&#039;apprendimento automatico e sull&#039;analisi del linguaggio naturale (<em>elaborazione del linguaggio naturale<\/em>, La PNL (o NLP nel suo acronimo inglese) ha acquisito sempre maggiore importanza, includendo nuovi elementi, come l&#039;EEAT (che a sua volta comprende nei quattro pilastri &quot;Esperienza, Competenza, Autorevolezza e Affidabilit\u00e0&quot;, ovvero &quot;Esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilit\u00e0&quot;, un gran numero di sottofattori).<\/p>\n<p>In sintesi, possiamo affermare che, sebbene nessuno conosca il numero esatto di fattori di ranking su cui si basa l&#039;algoritmo di Google (sospetto che nemmeno gli ingegneri di Google saprebbero darci una risposta soddisfacente oggi), esistono alcuni pilastri (SEO semantica, SEO tecnica e SEO off-page, in particolare relativa al profilo dei link) che &quot;guidano&quot; e governano il nucleo dell&#039;algoritmo di Google, e che, a loro volta, sono costituiti da una miriade di altri fattori.<\/p>\n<p><strong>Aggiornato il 29\/05\/2024:<\/strong><\/p>\n<p>24 ore fa Rand Fishkin ha condiviso informazioni trapelate da una fonte anonima, riguardanti quelli che sembrano essere i fattori di ranking utilizzati da Google.<\/p>\n<p>Secondo queste informazioni, potrebbero esserci almeno 14.000 fattori di ranking, alcuni dei quali contraddirebbero precedenti dichiarazioni rilasciate da Google stessa attraverso i suoi canali ufficiali o gli account personali dei suoi dipendenti.<\/p>\n<p>L&#039;elenco completo delle variabili \u00e8 disponibile qui: <a href=\"https:\/\/dixonjones.com\/google-ranking-signals\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">https:\/\/dixonjones.com\/google-ranking-signals\/<\/a><\/p>\n<p>Maggiori informazioni in questi due articoli: <a href=\"https:\/\/sparktoro.com\/blog\/an-anonymous-source-shared-thousands-of-leaked-google-search-api-documents-with-me-everyone-in-seo-should-see-them\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">https:\/\/sparktoro.com\/blog\/an-anonymous-source-shared-thousands-of-leaked-google-search-api-documents-with-me-everyone-in-seo-should-see-them\/<\/a> y <a href=\"https:\/\/ipullrank.com\/google-algo-leak\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">https:\/\/ipullrank.com\/google-algo-leak<\/a>.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00bfEs cierto que el algoritmo del gigante de Mountain View se basa en 200 factores para determinar el posicionamiento de una p\u00e1gina web? El mito de que el algoritmo de Google se base en m\u00e1s de 200 factores de posicionamiento empez\u00f3 a tomar vida en 2006, cuando Alan Eustace, en aquel momento vicepresidente senior de la empresa, mencion\u00f3 en un comunicado de prensa que el algoritmo de Google utiliza m\u00e1s de 200 factores de posicionamiento para determinar la clasificaci\u00f3n de los sitios web. Como curiosidad, que sep\u00e1is que Alan Eustace, adem\u00e1s de difundir ese rumor en la industria del SEO, es famoso por haber batido en 2014 el r\u00e9cord de salto desde la estratosfera, realizando el 24 de octubre de aquel a\u00f1o un salto en ca\u00edda libre desde 41,42 km de altitud, batiendo as\u00ed el r\u00e9cord mundial que hasta entonces deten\u00eda el famoso Felix Baumgartner. Volviendo a nuestros factores de posicionamiento, si bien esa afirmaci\u00f3n di Eustace transmiti\u00f3 al p\u00fablico en general la complejidad del algoritmo, tambi\u00e9n contribuy\u00f3 a fijar en la idea colectiva de muchos expertos de SEO el concepto que Google tiene \u201c200 o m\u00e1s factores de posicionamiento\u201d. Si por un lado esta afirmaci\u00f3n no es incorrecta, por otro lado esta aproximaci\u00f3n est\u00e1 muy lejos del n\u00famero real de elementos que el algoritmo de Google tiene realmente en cuenta a d\u00eda de hoy. Cuatro a\u00f1os m\u00e1s tarde, en 2010, Matt Cutts (en aquel entonces jefe de departamento contra el spam de Google y figura c\u00e9lebre en la industria) desminti\u00f3 el mito de los factores de posicionamiento aclarando que el motor de b\u00fasqueda es mucho m\u00e1s complejo que eso. Cutts explic\u00f3 que cada uno de los 200 factores tiene 50 variaciones, lo que da como resultado 10.000 se\u00f1ales que el algoritmo de Google comprueba para clasificar los sitios web. Unos a\u00f1os m\u00e1s tarde, en 2016, Google anunci\u00f3 oficialmente que los tres factores de posicionamiento m\u00e1s importantes son el contenido, los enlaces y RankBrain y aunque otros factores pueden influir en las clasificaciones, estos tres se consideran de los m\u00e1s cruciales. Ahora, todo el mundo conoce el lema \u201ccontent is king\u201d. Si bien se podr\u00eda afirmar que al ser Google un buscador sem\u00e1ntico, es evidente que el contenido va a ser el alimento principal para que el algoritmo pueda evaluar la calidad de una p\u00e1gina, es quiz\u00e1s un poco excesito decir que \u201cel contenido es el rey\u201d. Simplemente porque entre los factores de posicionamiento no hay un rey. Uno de los mantras de los \u201cexperto\u201d de la industria es la importancia de ir agregando contenido a su sitio web de manera constante. Muchos expertos SEO sugieren como regla general, que deber\u00eda a\u00f1adirse nuevo contenido a un sitio web como m\u00ednimo una vez a la semana. La verdad es que no hay ning\u00fan estudio que respalde esta afirmaci\u00f3n y de como esto ayude al SEO. Es m\u00e1s, si se piensa bien, tampoco tiene ninguna l\u00f3gica, ya que no todos los sitios web son iguales y por lo tanto no pueden tener una estrategia de contenido que tenga una base com\u00fan basada en la frecuencia de publicaci\u00f3n. Adem\u00e1s, todos estamos de acuerdo en que es mejor la calidad frente a la calidad (podr\u00eda ser el equivalente SEO del refr\u00e1n \u201ccomprar barato es comprar dos veces\u201d). La \u00fanica estrategia que ha sido probada y demostrada es que si, dentro del marco de una estrategia de contenido basada en la generaci\u00f3n de art\u00edculos o landing pages de calidad (es decir, que resulten ser \u00fatiles para el usuario y que cumplen con la funci\u00f3n de contestar a la query de b\u00fasqueda realizada), se trabajan todos los aspectos vinculados con el contenido (estructura, indexabilidad, vinculaci\u00f3n con otros contenidos a trav\u00e9s de enlazado interno, etc.), entonces s\u00ed, el contenido puede ser una pieza clave para conseguir tr\u00e1fico org\u00e1nico. No se trata simplemente de producir art\u00edculos cada vez m\u00e1s extensos (otro mito&#8230; el de que los art\u00edculos deben de tener un n\u00famero m\u00ednimo de palabras) para conseguir tr\u00e1fico, sino de escribir contenido que sea SEO friendly para los buscadores (es decir, que lo puedan rastrear e indexar correctamente&#8230; un concepto que merecer\u00eda otro art\u00edculo para que se pueda explicar en detalle) y para los usuarios (simplificando, que responda a su b\u00fasqueda). De ese listado oficial de 2016 (contenido, enlaces y RankBrain) nos quedan los links y RankBrain&#8230; \u00a1y los ocho a\u00f1os que han pasado desde entonces hasta hoy! Brevemente, el perfil de enlace de un sitio web es un factor externo que proporciona a Google mucha informaci\u00f3n acerca de la autoridad de un dominio. El objetivo deber\u00eda ser el de construir un perfil de enlace que sea \u201cs\u00f3lido\u201d y coherente, en relaci\u00f3n con una cantidad de m\u00e9tricas que tambi\u00e9n merecer\u00edan un art\u00edculo a parte. El link building (o link acquisition&#8230; o el nombre que le quieras dar) es una pr\u00e1ctica tan com\u00fan as\u00ed c\u00f3mo tan mal ejecutada en la gran mayor\u00eda de casos (esto lo puedo afirmar por la incre\u00edble cantidad de casos de perfiles de enlaces espameados que me he encontrado en los a\u00f1os que llevo dedic\u00e1ndome al SEO). La mayor\u00eda de \u201cexpertos SEO\u201d no sabe c\u00f3mo construir enlaces de la manera correcta, con lo que hay que ir con sumo cuidado cu\u00e1ndo os propongan realizar una campa\u00f1a de link building (especialmente si este servicio se ofrece sin que est\u00e9 respaldado por otras acciones, como por ejemplo la generaci\u00f3n de contenido). Aunque se prev\u00e9 (o m\u00e1s bien, se supone, ya que Google no ha confirmado ni desmentido estos rumores) que el peso de los enlaces externos dentro del algoritmo de Google bajar\u00e1 en los pr\u00f3ximos a\u00f1os, es cierto que hoy en d\u00eda sigue siendo un elemento sumamente importante (especialmente en entornos muy competitivos). Finalmente, para terminar de hablar de estos \u201cmagn\u00edficos tres\u201d, est\u00e1 RankBrain. Pero, \u00bfqu\u00e9 es RankBrain? Google RankBrain es un algoritmo de aprendizaje autom\u00e1tico (IA), cuyo uso fue confirmado por Google en 2015, que ayuda a comprender las consultas de b\u00fasqueda y a ofrecer resultados relevantes. RankBrain analiza c\u00f3mo interact\u00faan los usuarios con los<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1883,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[119],"tags":[],"class_list":["post-1522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-seo"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1522"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1624,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1522\/revisions\/1624"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolodossena.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}